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Cos’è il valgismo del piede e come si cura

Si parla di valgismo del piede per intendere una malformazione del piede per la quale la parte esterna risulta deviata verso l’alto.

Si tratta, quindi di una patologia che coinvolge l’ossatura del piede, causando spesso una postura scorretta: molto spesso il valgismo del piede è collegato ad una diagnosi di piede piatto, che si verifica a causa dell’errato carico del peso sulle articolazioni. 

Parliamo di un disturbo che colpisce una percentuale molto elevata della popolazione mondiale, anche se in molti casi non viene diagnosticata perché si verifica in forma talmente lieve da essere visibile solo attraverso una radiografia.

Le cause possono essere genetiche, legate a posture scorrette assunte in fase adolescenziale oppure post-traumatiche, conseguenti a fratture o gravi infiammazioni.

Il valgismo solitamente coinvolge entrambi i piedi, e si parla di valgismo bilaterale, ma può capitare che si presenti ad un solo arto, come valgismo del piede sinistro o del piede destro.

Come si cura?

È ottimale diagnosticarlo in pazienti giovani per poter intervenire e correggere la malformazione, ma il valgismo del piede non può essere diagnosticato prima dei tre anni, ossia quando la volta plantare assume una forma stabile. 

Per correggere questa malformazione si può agire in diversi modi e ad incidere sono lo sviluppo della patologia e, come già anticipato, l’età del paziente.

L’utilizzo di prodotti ortopedici specifici, quali plantari e calzature ortopediche, rientra tra le cure più spesso adoperate insieme ad esercizi riabilitativi e creme antinfiammatorie. Queste cure valgono per i casi di valgismo del piede più lievi o riscontrati in pazienti giovani, mentre in casi più gravi è consigliato un intervento chirurgico.

Quando si ha a che fare con persone adulte, nelle quali la malformazione è già strutturata, difficilmente strumenti ortopedici e riabilitazione riescono a riportare risultati soddisfacenti. 

Tra gli esercizi consigliati, in particolare per i più giovani, rientrano le passeggiate a piedi scalzi su spiagge e terreni: tra i molteplici benefici rientrano un corretto sviluppo osseo del piede e il miglioramento della postura e dell’equilibrio.

Altri pratici consigli, validi soprattutto quando la malformazione è evidente in età adolescenziale,  sono l’utilizzo dei piedi in modo prensile, raccogliendo e accartocciando carte o stracci, le camminate utilizzando tutte le parti del piede (tacco, punta, parte esterna e parte interna) e il controllo del peso. 

Ad ogni modo, in caso di persistenti e cronici dolori e infiammazioni del piede o di evidenti malformazioni è consigliato rivolgersi a specialisti ortopedici e sottoporsi ad esami accurati per valutare la gravità del problema e le modalità di riabilitazione.